Archivio Luglio 2006
Havana, Cafeteria La Torre: questa è di nuovo la Tribuna Antimperialista, stavolta vista di notte e dall'alto. Dalla cafeteria di questo ristorante, a quest'ora, il panorama della città è spettacolare. Così come il mohito e gli altri cocktail, probabilmente i migliori bevuti quest'anno. Consigliatissimo.
Havana, Cafeteria La Torre: qui, al piano 33 del palazzo più alto di tutta l'Havana, ci ritroviamo con l'amico Marco di Cubanite per un aperitivo. Da qui si gode un panorama invidiabile della nostra amata città, si parla di Cuba passata presente e futura, si prende un daiquiri (economico a dire il vero, visto il luogo: 3 CUC), si aspettano delle crocchette fritte che arriveranno con i consueti tempi cubani. Non possiamo non notare, al tavolo a fianco, dei cubani diversi dagli altri: già il fatto che siano qui è curioso, poi mangiano e bevono senza curarsi del prezzo, e sono tutti firmati con marche italiane. Quando giù vediamo che sono con una Audi affittata (costo: 250 CUC al giorno, lo stipendio di un anno e mezzo per il cubano medio) giungiamo alla conclusione che sono dei cubani di Miami in vacanza, intenti ad ostentare il proprio status. Per la cena ci spostiamo nel ristorante di fronte, dove gustiamo un'ottima paella: le porzioni sono enormi, per la gioia del cane di Marco.
Cayo Largo, Playa Sirena: oggi il tempo è decisamente migliore, adesso sì che il posto può essere definito "paradiso caraibico", come tutti ci avevano detto. Ci siamo attardati in una passeggiata che ci ha permesso di arrivare letteralmente alla punta dell'isola (incredibile), abbiamo fatto un paio di bagni spettacolari in posti da cartolina, qualche foto e adesso siamo in attesa del taxi per il ritorno, che si sta decisamente facendo aspettare. Se entro pochi minuti non arriva rischiamo seriamente di perdere l'aereo del ritorno per l'Havana. Cosa che alla fine non sarebbe poi così tanto male...
Cayo Largo, Playa Sirena: quella che doveva essere una rilassante due giorni conclusiva a Cayo Largo si sta trasformando in un inferno. Sveglia alle 4,30 del mattino, appuntamento alle 5, volo in un aereo incredibilmente piccolo (un 15 posti dal quale si vede chiaramente cosa fa il pilota, visto che la cabina è aperta), arrivo all'hotel. Qui la prima sorpresa: nell'hotel si parla praticamente solo italiano, visto che i clienti vengono quasi esclusivamente dal nostro Paese. Memorabile lo stupore di un'animatrice del villaggio, che al nostro rivolgerci in spagnolo ad un cameriere, si gira verso di noi e ci chiede da dove veniamo. Noi: "Roma". "Ah, ma siete italiani". "Beh sì perché?". Risposta: "E perché gli avete parlato in spagnolo?". Neanche il tempo di arrivare in spiaggia, che ecco la seconda sorpresa: piove. Tanto. Un vero temporale, e in spiaggia col costume fa un freddo polare. Ci rintaniamo sotto le palme, divorati da zanzare e insetti vari, in attesa che smetta. Non smetterà.
Havana, Vedado: non lasciatevi ingannare dall'aspetto dolce e bonario, questa è la bestiaccia immonda che, insieme alle "cordialissime" Joaquina e Marcelita (nostre padrone di casa in questi ultimi giorni a l'Havana), ci sta rovinando la vita. Si inizia la mattina alle 7 con un urlo che squarcia la notte: è l'amata Joaquina, che dal pianterreno con un "COQUIIIIIITO" risveglia l'istinto della bestia. Bestia che a sua volta replica, dalla sua gabbietta sulle scale di fronte alla nostra finestra, con un "JOAQUIIIIIINA" da brividi, seguito a ruota da Marcelita che, dal primo piano, risponde con il suo tipico "QUE PAAAAAAAASA". Il tutto ripetuto per centinaia di volte, tutti i santi giorni. Immaginate adesso chi è stato il bersaglio delle imprecazioni di Stefano quando, per il terzo giorno su quattro, alle 10 di mattina è finita l'acqua nella casa. E provate ad immaginare la faccia terrorizzata delle signore. Un secchio pieno d'acqua è comparso all'istante.
(*) Ti ammazzo il pappagallo
(*) Ti ammazzo il pappagallo
Havana, Malecon: e anche per quest'anno il nostro dovuto giretto sul Cocotaxi è stato fatto. Il Cocotaxi è un orrendo taxi giallo a forma di noce di cocco (anche se il nostro di oggi era quello da 3 posti, e aveva una forma diversa) utilizzato per girare a l'Havana con il vento sulla faccia, in alternativa al freddo gelido che si può godere nel più classico taxi grazie all'aria condizionata perennemente al massimo. Altra caratteristica di questo curioso mezzo di trasporto è quella di non avere tassametro, quindi l'autista può fare all'incirca il prezzo che vuole: per questo motivo, ricordate sempre di concordare il prezzo prima di partire. Questo Cocotaxi in particolar modo era ancora più figo poiché guidato da una ragazza che guidava in maniera "leggermente" spericolata.
Havana, Cabaña: a Cuba c'è tantissima voglia di calcio. È lo sport più semplice da praticare: bastano un gruppo di amici e un pallone, ma la maggior parte delle volte non si trova nemmeno quello. Al tempo della rivoluzione il governo decise di puntare su altre discipline in cui il paese era in grado di primeggiare, come la boxe o il baseball. Oggi, invece, sembra che la tradizione stia cambiando: un'apparizione ai Mondiali vale di più di una medaglia alle Olimpiadi. Caro Fidel, come farsi sfuggire questa occasione? Ma un gran gol in rovesciata potrà mai essere considerato frutto dei cambiamenti del 1959?
Havana vecchia: passeggiavamo in maniera stanca per le vie del centro storico quando all'improvviso è spuntato questo locale dedicato ai Paesi Baschi. Chissà se il mojto è davvero così buono come diceva il cameriere. Ma questo c'entra poco. Il ricordo, infatti, alla vista della bandiera di Euskadi è corso a Valerio Marchi, scomparso tre giorni fa. È grazie a lui che molte tematiche sociali legate alla working class e all'autodeterminazione dei popoli oggi sono conosciute in Italia. Fate vivere il suo ricordo leggendo i suoi libri. Hasta Siempre Valè, ci mancherai.
Havana, Basarrate (zona Vedado): oggi è il 26 luglio, festa di tutti i cubani. Con oggi sono 53 anni da quella notte alla caserma Moncada, da quel 26 luglio 1953 nel quale iniziò tutto: l'assalto fallito, la prigionia di Fidel, la nascita di un leader, quel discorso concluso con il famoso "la storia mi assolverà", la Revolución e tutto quello che venne dopo, nel bene e nel male. Oggi, dicevamo, è la festa di tutti i cubani, e alla Tribuna Antimperialista c'è il concerto di un gruppo molto amato di cui purtroppo ci è sfuggito il nome: qui famiglie, giovani, anziani, bambini e poliziotti (tanti, come tradizione) ascoltano il concerto felici, partecipando ad una enorme, amata festa popolare. Vicino casa nostra, invece, sono tutti per strada a ballare e a fare casino: qui abbiamo girato questo video, che mostra alcune signore di mezza età mentre ballano in maniera scatenata al ritmo della canzone della Rana Pazza, che a quanto pare è arrivata anche qui. Incredibile, l'avreste mai detto?
Havana, Museo de la Revolución. Un muro "dedicato" a Batista, Reagan e Bush padre. Qui sotto riportato il testo completo delle scritte (forse nel video non sono completamente leggibili).
A Fulgencio Batista: Gracias cretino por ayudarnos A HACER la REVOLUCION.
A Ronald Reagan: Gracias cretino por ayudarnos A FORTALECER la REVOLUCION.
A George Bush: Gracias cretino por ayudarnos A CONSOLIDAR la REVOLUCION.
A Fulgencio Batista: Gracias cretino por ayudarnos A HACER la REVOLUCION.
A Ronald Reagan: Gracias cretino por ayudarnos A FORTALECER la REVOLUCION.
A George Bush: Gracias cretino por ayudarnos A CONSOLIDAR la REVOLUCION.
Havana, Museo de la Revolución: questo è il Dragón I, un trattore adattato a veicolo blindato utilizzato durante la rivoluzione nella regione di Santo Spirito dalla colonna n.2 guidata dal leader rivoluzionario Camilo Cienfuegos.
"Nosotros llamamos pueblo si de lucha se trata, a los seiscientos mil cubanos que estan sin trabajo (...); a los quinientos mil obreros del campo que habitan en bohios miserables (...). ¡Ese es el pueblo el que sufre todas las desdichas y es por tanto capaz de pelear con todo coraje!..."
Havana, Museo de la Revolución: la nostra visita ai luoghi della rivoluzione inizia con il carrarmato sovietico dal quale Fidel organizzava la controffensiva durante la crisi della Baia dei Porci.
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